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Erbario Mirodìa – Pino

Erbario Mirodìa – Pino

Il Pino appartiene alla famiglia delle Conifere, tra le più antiche famiglie di piante apparse sulla Terra e ancora presenti ai giorni nostri.
Hanno tenuto testa a cambiamenti climatici epocali, adattandosi ad ere e zone climatiche estreme.

La prima cosa che mi viene da dire del Pino è quanto sia una pianta resistente.

Cresce vigoroso anche su terreni poveri, la sua radice fittonante gli permette di ancorarsi al terreno e resistere ai venti più forti, anche la costante brezza del mare riesce solo a mutarne la forma senza però intaccarne la robustezza. Questa estrema resistenza a intemperie e aridità del suolo, gli permette di essere una pianta pioniera, preparando poi il terreno per l’insediamento di altre piante sotto la sua protezione.

A quanto pare il nome Pino deriverebbe dal greco pitys e dal latino pinus, che a loro volta derivano entrambi dal sanscrito pitu, che sta per resina.
E la resina è il primo ricordo a cui associo il Pino, quella resina appiccicosa che stilla dai suoi rami, nelle giornate più calde delle estati della mia infanzia capitava spesso di ritrovarsela gocciolare addosso, luce solidificata, si attaccava tenacemente alla pelle spargendo il suo profumo intenso e pungente.

Se non è sferzato troppo da vicino dalla forza del mare, il pino cresce dritto in verticale, lasciando cadere man mano i rami più bassi e prendendo la tipica forma slanciata, asciutta, coronata di aghi verdi e pigne.

E’ una colonna saldamente ancorata al terreno, ma spinta verso l’alto da uno slancio eroico, passionale; è l’amore incondizionato tra terra e cielo.
In questo il Pino si dimostra quale collegamento cosmico tra il cielo e la terra, il suo olio essenziale infatti aiuta ad aprire il respiro, collegamento tra noi e l’universo.
Inoltre, la ghiandola pineale prende il suo nome proprio dalla somiglianza della sua forma con quella della pigna, ed è collegata al sesto chakra (o terzo occhio), e infatti le tradizioni orientali puntano con una serie di tecniche a risvegliare questo centro energetico, per arrivare all’illuminazione.
Ancora una volta parliamo di collegamento uomo-cosmo.

La pigna campeggiava anche sul Tirso, il bastone di Dioniso, divinità arcaica della vegetazione, della linfa vitale, ma anche dell’estasi e dell’eterno fluire dell’esistenza.
La pigna è collegata soprattutto a Dioniso-Zagreo, nei cui miti ricorre lo smembramento, collegandolo ai temi dell’iniziazione sciamanica, quindi ancora una volta al collegamento tra uomo e infinito.

Se mi fermo ad ascoltare, il Pino ha una voce possente, come un canto lungo, mieloso e baritonale. Le pinete sono chiostri viventi abitati da colonne che sembrano osservare tutto dall’alto. Le fronde, alte e fitte, filtrano la luce lasciando però ampie zone scoperte che permettono la vita di tutte quelle piante che resistono all’acidificazione del terreno operata dagli aghi che si decompongono al suolo.

Al Pino è collegato anche il mito di Attis, figlio adottivo di Cibele, la Dea Madre, che se ne innamorò perdutamente e che, impazzito dopo averla tradita, si evira nel giorno delle nozze proprio sotto un pino, morendo e diventando, per intercessione di Zeus, il dio della vegetazione.

Ritroviamo i temi della morte del dio e della resurrezione in primavera, temi che ritornano nel cristianesimo con la morte e resurrezione di Cristo a Pasqua.
E proprio intorno al periodo pasquale il pino raggiunge il suo periodo balsamico, cioè di maggior concentrazione di olio essenziale.

Proprio in questo periodo si procede alla raccolta degli aghi, che vengono poi distillati in corrente di vapore per estrarre quella che gli alchimisti considerano essere l’anima della pianta, il suo olio essenziale, che contiene una concentrazione dei messaggi salvifici della pianta.

L’olio essenziale di pino ha una profumazione verde, fresca e balsamica, in base alla varietà può essere una nota di base o di cuore.

Ha in ogni caso proprietà rilassanti sul sistema nervoso, favorendo il rilassamento e la concentrazione (questo ci ricollega alla ghiandola pineale che, tra le altre cose, regola i cicli di sonno e veglia). Sostiene l’apparato respiratorio, aiutandoci in caso di infezioni polmonari o della gola.

Purifica e risana l’aria semplicemente usandolo con un apposito diffusore che ne sparga dolcemente il profumo. Molto utile nei periodi invernali in cui sono frequenti le affezioni alle vie respiratorie o per mantenere un ambiente sano in casa anche in presenza di malati, riducendo la possibilità di contagio.

Sulla pelle, opportunamente diluito all’interno di lozioni e creme, l’olio essenziale di pino stimola l’irrorazione cutanea, tonifica il ”tessuto connettivo” e svolge azione rinfrescante e rassodante.

Nel nostro laboratorio sfruttiamo le proprietà del Pino in diverse preparazioni:

Nel sapone Mente Fresca, dove associato agli oli essenziali di Menta e Rosmarino, tonifica la pelle mentre l’Argilla Verde la purifica in profondità e il Burro di Karitè la nutre e mantiene elastica.

In tutti i prodotti della linea Silenòs (Balsamo Dopobarba, Olio da Barba, Cera da Barba e Olio Corpo) dove è associato agli oli essenziali di Lavanda, Arancio Dolce e Labdanum, ricchi di antiossidanti, lavorano in sinergia in un blend balsamico e stimolante, per tonificare la pelle e purificarla, rinfrescandola in caso di prurito, forfora e piccole eruzioni cutanee.

 

 

 

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